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_ANGELUSMS 02 _video-installazione

_Piero Addis

_22 novembre _29 novembre

ANGELUSMS 02

La città. Le sue percussioni basse come binari stanchi: “drums”, nella società multietnica. Scie di mille fanali e di echi che inseguono, inseguiti, volti che s’incrociano, senza saperlo. O cercano un incrocio, senza pensarlo.
Un volto emerge. Il mio, il tuo. Una ragazza qualsiasi, di quattordici anni, come di duemila anni fa. O tra duemila anni. Ha la sua strada, tra mille altre. Come me, come te. Il suo tragitto, rotaie salde. La sua casa, tra mille. Come me, come te. Ricovero certo per un cuore quattordicenne. Riparo dalla realtà che filtra da persiane mai troppo sicure.
Una televisione gracchia di fatti lontani, indifferenti. Il muro di musica regge, puntella il compito quotidiano da assolvere, ordinati.
Un telefono trilla, più vicino. Addosso. Incroci. L’Incrocio. L’Impatto supremo che cambiò la storia la cambia ora, su altre vie. Secondarie? Periferiche? Maestre per chi le percorre.
Tutte a costruire un frammento di città.
«Non temere Maria, concepirai un figlio, lo chiamerai g».
«Ma chi sei?». «Non conosco uomo…». Cioè, come si dice su altre vie, piste telematiche, con nuovi segnali e luci, altri Segni: «Tu 6 matto. Non ho neanche il tipo!».
«Lo ss scenderà su di te…».
Inseguimenti, fughe. Come i violini di Beethoven. Attese.
«Va bene fa di me quello ke vuoi». «Fiat…», dissero su altre strade, altrettanto secondarie, scartate. E poi Maestre.
La storia riparte. Non comincia, riparte. L’Inizio, Uno, genera nuovi inizi. E disse: “Sì”, Madre di ogni altro “sì”. Comunque unico, irripetibile. Come un cuore che riparte, in attesa di un altro cuore. Segno al prossimo incrocio. Bum, bum, pompa incerto e sicuro sulla nuova strada. Sulla città, uguale a prima. Così diversa.

(Maurizio Zottarelli)